Buio in sala. Sei in scena e sai che le prime battute sono le tue. Conti i secondi che passano, quelli che separano il silenzio della platea dall’apertura del sipario. Sembrano interminabili eppure così pochi. Le mani iniziano a sudare, prepari la voce, ti concentri, ripassi mentalmente le tue prime battute, ti tornano in mente i movimenti delle prove. Già, le prove quelle che ieri hai sbagliato completamente. ”Ma non era meglio se restavo a casa”. Pensi in modo così rapido che perdi il filo. Torni in te e ripassi il testo, rivedi le prime parole ”Potrei avere un pò di caffè… potrei avere un pò di caffè…potrei avere un pò di caffè…potrei avere un pò di thè. No era caffè…no era camomilla…ma quando si apre questo sipario? Ormai manca poco. No!!!!…Mi sono scordato gli spiccioli per la cameriera!!! Ora come faccio??……ah no erano nell’altra tasca”. Le tue mani sono quasi allo stato liquido, la pressione è sotto zero ma hai l’adrenalina a mille. ”Forza aprite questo sipario avanti”. Sono passati solo 3 secondi ma a te sembrano passati minuti e minuti. Ti tornano in mente le prove dell’altro giorno quando tutto è andato liscio, i movimenti erano perfetti il testo scorreva alla perfezione e il personaggio te lo sentivi cucito addosso come non mai. Stop. Senti muoversi il sipario. Ci siamo. Un fascio di luce intensa ti oscura per un momento la vista, il calore dei faretti ti investe e senti quella sensazione incredibile che ti scuote. Intravedi la platea. ”Non guardare la platea”..ci siamo…3,2,1…partiamo”….
”POTREI AVERE UN PO’ DI THE…….
Il Malandra pensiero
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